La Regina della Neve – non ho bisogno di te

“Tutto fu opera di uno spirito malvagio, uno dei più cattivi: aveva costruito uno specchio malvagio, dove ogni cosa grande e buona che vi si rifletteva, diventava brutta e orrida e dove il malvagio e il brutto avevano tanto risalto e di ogni cosa si notavano subito i difetti.”

Mentre Gerda e Kay coltivano le rose, fuori infuria una guerra, che potrebbe essere la guerra dei nostri nonni ma anche la guerra palestinese, la guerra in Afghanistan o in Libia, potrebbe essere tutte le guerre del mondo. È una guerra in cui in bambini imparano a sparare e a non credere più alle fiabe.

FdB: la regina della neve fa paura persino a me, che non ho paura di niente.
G: tu l’hai vista?
FdB: tutti qui l’hanno vista. È bellissima, è come tutti vorremmo essere e non si riesce mai a dirle
di no.
G: e se ti chiedesse di seguirla?
FdB: dovrei seguirla
G: e se ti chiedesse di abbandonare tutti quelli che ami?
FdB: dovrei partire
G: e se ti chiedesse di uccidere qualcuno?
FdB: dovrei ucciderlo

La Regina della Neve è una delle più famose fiabe al femminile di Andersen: è una storia sul bene e il male, che entra nei cuori degli uomini con le schegge di uno specchio stregato.
Una metafora dell’adolescenza, un Faust per bambini, in cui Kay si allontana da chi lo ama perché “gli sembrò che non fosse abbastanza tutto ciò che sapeva”.
E mentre Gerda lo cerca, è chiaro che se “gli uomini e gli animali la servono” e se è riuscita a fare da sola così tanta strada, è perché il suo cuore è puro. E solo chi è puro può diventare grande: Kay, seduto sullo specchio dell’intelligenza, non può diventare un uomo, perché il suo cuore è di ghiaccio. Per diventare grande, Kay deve ricominciare a credere nelle fiabe, nelle principesse i cui sogni prendono vita, deve imparare a capire a capire i fiori e gli animali.

Staff

Con Benedetta Conte
Edoardo Lomazzi
Irene Ros
Briana Zaki

Regia di Irene Ros

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